Buongiorno a tutti.
A nome di tutta l’Avvocatura Brindisina porgo reverente ossequio a Lei, Sig. Presidente, al Sig. Procuratore Generale, alle Autorità tutte presenti, alle Colleghe e ai Colleghi, e ai Signori Magistrati.
Vi sorprenderò ma non parlerò né della separazione delle carriere e tanto meno degli errori giudiziari.
L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario è un’occasione importante per fare il bilancio sull’andamento della Giustizia, per rinnovare il patto per uno Stato di diritto in cui le funzioni sovrane del difensore, del pubblico ministero e del giudicante, nel reciproco rispetto, alimentino la fiducia in esse da parte dei cittadini che appare gravemente danneggiata.
La Riforma Cartabia ha perseguito la finalità di accelerare i tempi dei processi mediante la semplificazione delle procedure e la modernizzazione del sistema processuale italiano nel settore civile e in quello penale. In particolare, con speciale riferimento al settore civile, questo obiettivo non è stato ancora compiutamente conseguito, né il Correttivo Cartabia del 2024 che, pure, aveva l’intento di perfezionare e chiarire la precedente riforma, ha reso le procedure più snelle e più celeri.
Non è il fallimento della Riforma Cartabia ma sicuramente non si può parlare di successo, malgrado il frequente sacrificio dell’oralità del processo che è stata significativamente contratta e che è invece indispensabile per realizzare non l’Affare giustizia ma il Concetto di giustizia.
Gli avvocati di Brindisi e l’Organismo di mediazione del nostro Foro hanno accolto con particolare soddisfazione l’invito del Presidente del Tribunale, Dott. Vincenzo Scardia e del Presidente della sezione Civile Dott. Memmo a trattare in tempi ragionevolmente brevi tutte le mediazioni che saranno demandate per la risoluzione del contenzioso pendente fino al 2023, proprio nella fiduciosa speranza che gli avvocati, adeguatamente sensibilizzati, vogliano concretamente dare prova della loro capacità di realizzare, nell’interesse dei cittadini, la definizione rapida di un contenzioso a lungo pendente. Sarà la grande occasione per dimostrare alto senso di responsabilità professionale.
Il problema più grave e più avvertito dai cittadini era, è e rimane, quello relativo all’Ufficio del Giudice di Pace che è insostenibile tenuto conto della grave carenza del personale amministrativo e decidente.
In tale contesto sono state proposte alle autorità ministeriali e al Consiglio Superiore della Magistratura soluzioni concrete che prevedevano l’immediata immissione nelle funzioni giudicanti dei giudici onorari di pace, già vincitori del concorso e assegnati per un biennio all’Ufficio per il processo del Tribunale. Prendiamo atto che un primo passo è stato fatto in quanto il Ministro della Giustizia con decreto legge n. 29 novembre 2024 n. 178, ha ridotto ad un anno l’assegnazione dei giudici di pace all’ufficio per il processo ma, per l’ufficio del Giudice di Pace di Brindisi, nulla è cambiato, anzi la situazione è sensibilmente peggiorata perché abbiamo 4 giudici di Pace in materia civile rispetto ad un organico previsto di 14 e un solo Giudice di Pace in materia penale, e complessivamente 12 dipendenti di cancelleria.
E’ divenuto impossibile smaltire il carico di lavoro, anzi l’ufficio del Giudice di Pace, concentrato tutto presso la città di Brindisi, presenta una situazione di lentezza preoccupante perché i rinvii dei processi sono da otto a dieci mesi, i tempi della trattazione delle questioni sia in sede civile che in sede penale si sono in maniera inaccettabile allungati così come le fissazioni delle prime udienze dopo la iscrizione a ruolo.
A ciò si aggiunga che gli accertamenti tecnici preventivi vengono trattati ormai con gli stessi tempi lunghissimi delle cause ordinarie, e tutto ciò malgrado la stabilizzazione dei Magistrati Onorari che avrebbe dovuto consentire loro di godere di maggiore serenità e ai cittadini di maggiore speditezza nella conoscenza della risoluzione delle loro controversie.
Poiché la Giustizia, nella cultura liberale, è un diritto universale e non è ricerca di consenso ma di terzietà e di verità, non può essere privilegio riservato a pochi ; poiché inoltre i cittadini che si rivolgono al Giudice di Pace, sono sicuramente i meno abbienti e quindi quelli che hanno più urgenza di vedere soddisfatte le loro ragioni, ci aspettavamo e ci aspettiamo che parte dei giudici onorari applicati al Tribunale ordinario vengano assegnati agli uffici del Giudice di Pace di Brindisi, soprattutto per evitare che si approfondisca ed aggravi il divario fra le classi sociali e che si creda che esiste la giustizia di serie A per chi si rivolge ai Tribunali ordinari e la giustizia di un Dio minore per quei cittadini che si rivolgono al Giudice di Pace.
Problema analogo esiste presso gli uffici della Volontaria Giurisdizione per i quali si registra un notevole ritardo nella pubblicazione dei provvedimenti dei Giudici Tutelari ed un ritardo significativo nella emissione dei provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, così come nell’accettazione degli atti depositati telematicamente e il ripetuto rinvio dei giudizi civili da parte di alcuni giudici onorari.
Parimenti, nel settore penale, la riforma Cartabia ha perseguito l’obiettivo di accelerare la definizione dei processi e di ridurre il numero dei procedimenti pendenti limitando però in taluni casi l’effettività del diritto di difesa e dei valori del giusto processo nel nome di una pretesa efficienza e velocizzazione dei processi come, per esempio, la frequente omessa partecipazione all’udienza da parte del detenuto che pure ne ha fatto richiesta e che comporta una situazione di frustrazione fino alla umiliazione che tocca poi al difensore di fiducia gestire in maniera composta.
La funzione giurisdizionale non può essere esercitata correttamente secondo i dettami della Costituzione se nell’esercizio di tale funzione non viene garantita l’effettività del diritto di difesa e ogni sua ingiustificata limitazione viola i principi di legalità e democrazia che costituiscono l’essenza dello Stato di diritto.
L’avvocato che difende l’imputato nel processo penale o assiste la parte nel processo civile, si occupa dell’uomo e non solo del fascicolo. L’Avvocatura è pronta a tutelare tali indefettibili e non negoziabili principi sensibilizzando la società civile, i politici e gli organi di informazione anche per ridurre significativamente la distanza esistente tra la cultura costituzionale dei diritti e la cultura sociale dominante che identifica il difensore come complice e non come difensore del criminale o ancor peggio come difensore del crimine.
A tal proposito segnaliamo che il processo penale telematico è concepito e attuato per soddisfare le esigenze dell’Amministrazione e non quelle degli Avvocati e delle parti processuali.
Troppo spesso il portale è inagibile e gli avvocati troppo spesso vivono nella paura di non poter assolvere ai propri doveri soprattutto nei casi in cui il deposito nel portale è l’unico strumento contemplato.
L’unicità della piattaforma tra processo civile e processo penale potrebbe essere risolutiva dei problemi, tanto più se si considera che l’accesso al portale civile consente di scaricare atti e memorie, cosa che non è consentita con l’accesso al portale penale, con evidente disparità a danno, come al solito, dell’imputato <presunto colpevole>.
A ciò si aggiunga che i tempi di liquidazione del gratuito patrocinio si sono gravemente dilatati con significativo pregiudizio alla soddisfazione dei bisogni primari che anche gli avvocati continuano ad avere.
La grande consolazione per gli avvocati di Brindisi è l’attenzione e l’ascolto quotidiano ed il significativo contributo alla risoluzione di tutti i problemi che vengono esposti, anche senza previa richiesta di appuntamento, da parte del Sig. Presidente del Tribunale Dott. Scardia, del Sig. Procuratore della Repubblica Dott. Negro, dei capi di tutte le Sezioni Civili e Penali e di tutti i Magistrati del Tribunale e della Procura di Brindisi, nonché da parte di tutto il personale di cancelleria ai quali va il nostro più sentito ringraziamento e il nostro quotidiano rispetto.
Cogliamo l’occasione per ringraziare, in questa sede, il Presidente della Corte che insieme al nostro Presidente del Tribunale e ad altri illustri avvocati e magistrati ci onorerà nel pomeriggio del 20 febbraio presso il Teatro Verdi di Brindisi in un Forum sulle ragioni del sì e le ragioni del no, evento organizzato dall’Ordine di Brindisi con la Camera Penale, la Camera Civile, l’Ordine dei Commercialisti di Brindisi e la Camera Minorile.
Evento al quale siete tutti invitati perché noi intendiamo perseguire il dialogo al quale non ci sottrarremo mai.
Lecce 31 Gennaio 2026 Avv. Daniela Faggiano

