Convegno del 20 febbraio 2026

Egregi Colleghi,

come è già a voi noto, in vista del prossimo Referendum Costituzionale, il COA di Brindisi Vi ricorda che Venerdì 20 febbraio p.v., dalle ore 17.30 alle ore 20.30, presso il Teatro Verdi di Brindisi, si terrà un incontro pubblico rivolto a tutti i cittadini al fine di illustrare, in modo equilibrato, le ragioni della riforma.

All’incontro parteciperanno illustri relatori che, con linguaggio accessibile, presenteranno le motivazioni che sostengono le posizioni del SI e del NO alla Riforma Costituzionale.

Poiché non possono essere riservati posti, perché l’ingresso è libero e gratuito, fatta eccezione per le Autorità e per gli studenti del Coro del Liceo Musicale del Polo Liceale Marzolla – Leo -De Simone – Durano di Brindisi.

Vi invitiamo a prendere in considerazione di fare ingresso al Teatro Verdi già dalle ore 16.30 del giorno 20.02.2026.

Cordiali saluti.

La Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi

Avv. Daniela Faggiano

Change the World Conference New York 2026 – Side Event per Avvocati

Egregi Avvocati,

l’Associazione Diplomatici, in collaborazione con AIGA Catania, è lieta di presentare il Change the World Conference New York 2026 – Side Event per Avvocati.

Il Side Event, che si svolgerà a New York dal 25 al 31 marzo 2026, rappresenta un’importante occasione di confronto e dialogo tra il mondo giuridico e il contesto internazionale. L’iniziativa riunirà professionisti del diritto, accademici e rappresentanti del mondo diplomatico in un ambiente stimolante di riflessione sulle dinamiche del commercio globale e del diritto internazionale.

La partecipazione all’evento consentirà agli avvocati di arricchire le proprie competenze professionali, ampliare il network e prendere parte attivamente a un forum internazionale che coinvolge ogni anno migliaia di giovani e leader provenienti da tutto il mondo. In linea con la missione della Change the World Academy e dAssociazione Diplomatici, l’incontro si propone di promuovere una formazione giuridica aperta e internazionale, fondata sui valori della cooperazione, della giustizia e dell’uguaglianza, favorendo il dialogo tra il mondo delle professioni e le istituzioni globali.

L’evento è stato accreditato dal CNF per n. 20 Crediti Formativi.
In allegato alla presente si trasmettono la locandina e il programma del Side Event.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi.

SideEvent_Avvocati_Programma

Incontro del giorno 12 febbraio 2026. Problematiche GDP Brindisi.

Egregi Sig.ri Avvocati,

si comunica che il Consiglio dell’Ordine nella riunione appena terminata, ha autorizzato l’utilizzo della “Biblioteca Monticelli” per il giorno giovedì 12 febbraio 2026, alle ore 11.00, incontro finalizzato ad ospitare i Colleghi unitamente al Presidente del Tribunale di Brindisi, Dott. Vincenzo Scardia, e al Presidente della Sezione Civile e Coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace, Dott. Sergio Memmo, al fine di discutere delle problematiche inerenti all’Ufficio del Giudice di Pace di Brindisi.

 

La Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi

Avv. Daniela Faggiano

Elenco aggiornato dei curatori speciali del minore nei procedimenti civili- Tribunale di Brindisi

Egregi Avvocati,

si pubblica l’elenco aggiornato dei curatori speciali del minore nei procedimenti civili presso il Tribunale di Brindisi, aggiornato al 31.01.2026.

Distinti saluti.

 

La Segreteria dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi.

 

Elenco del foro di_Brindisi

Elenco del foro di Lecce

 

Comunicazione

Pubblicazione graduatoria Bando Strumenti Informatici

Egregi Colleghi,
il Delegato alla Cassa Forense Avv. Stefano Morgese comunica che in data odierna Cassa Forense  ha pubblicato, sul sito internet della Cassa Forense nell’apposita area (https://www.cassaforense.it/graduatorie-bandi-assistenza), la graduatoria del bando n.2/2025 per l’assegnazione di contributi per l’acquisto di strumenti informatici per lo studio legale (art. 3 lett. a2 del regolamento dell’assistenza).
Si invita, pertanto, tutti coloro che hanno partecipato al bando a verificare la graduatoria al link innanzi indicato.
Cordiali saluti.
La Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi

Avv. Daniela Faggiano

Inaugurazione anno giudiziario 2026 – Intervento dell’Avv. Ladislao Massari

Inaugurazione anno giudiziario 2026

 

Corte di Appello di Lecce

31 gennaio 2026

 

 

Prendo la parola in rappresentanza degli avvocati penalisti del distretto (per essere stato delegato, stante la ristrettezza del tempo concessoci, dai colleghi Presidenti delle Camere Penali di Lecce e Taranto). E lo faccio nel ricordo di Pasquale Annicchiarico, avvocato ed amico che ci ha lasciato pochi mesi fa.

 

Consentitemi di fare una doverosa premessa: la tutela dei diritti della persona è per noi difensori priorità assoluta.

 

Alla magistratura è affidato il compito cruciale di applicare la legge, attività complessa che – come ci ricorda il Presidente Mattarella – richiede “maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche, assoluta imparzialità nell’interpretazione”.

 

All’avvocatura spetta il delicato ruolo di interlocuzione con il giudice, di supporto e di stimolo nella ricerca della verità nel contraddittorio, sempre nel rigoroso rispetto dei protagonisti del processo.

 

Viviamo tempi difficili, nell’esacerbante clima della prossima contesa referendaria, in un confronto che ha abbandonato da tempo il piano tecnico e giuridico per spostarsi, purtroppo, su quello politico, assumendo toni e metodi che non si addicono alla pacatezza, all’equilibrio ed alla ponderazione di decisioni così significative per il futuro della giustizia nel nostro Paese.

 

Ma in questo consesso così autorevole, non possono passare in secondo piano in apertura del nuovo anno giudiziario i diritti di difesa dei più deboli, dei detenuti, degli immigrati, dei tossicodipendenti, delle persone affette da disturbi mentali.

 

La Costituzione è prima ancora che nell’ordinamento giudiziario, nell’equilibrio tra i poteri, nella definizione e distinzione tra organi di rilevanza costituzionale o di alta amministrazione, tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.

 

Le condizioni delle carceri, anche nel nostro distretto, non hanno trovato alcun miglioramento nel corso dell’anno oramai concluso, nel tormento del sovraffollamento, dei suicidi e delle difficili condizioni detentive: il legislatore è apparso più occupato ad introdurre ulteriori fattispecie di reato, ricorrendo al panpenalismo tanto efficace nella ricerca di un facile e spicciolo consenso elettorale quanto fallimentare nell’adeguare il nostro ordinamento agli standard comunitari e, ancor più, alle continue e reiterate indicazioni ed ammonimenti della Corte di Strasburgo e del Consiglio d’Europa.

 

Soluzioni anche temporanee e non decisive, ma pur sempre necessarie ed inderogabili, come la liberazione anticipata speciale o l’indulto condizionato non hanno avuto alcun seguito, pur rappresentando oggi non solo un atto politicamente necessario ma un imperativo morale ed un obbligo costituzionale.

 

Immigrati, tossicodipendenti, persone affette da disturbi psichiatrici, affollano così le nostre case circondariali, nella impossibilità di accedere a risorse indisponibili e che li condanna ad una sola possibile soluzione: la protrazione della detenzione in condizioni spesso inumane e degradanti.

 

Sovraffollamento e suicidi in carcere (80 nel 2025, 4 nel nostro distretto) sono una piaga non degna di un paese che si ritenga civile.

 

“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, recita l’art. 27 comma 4° della nostra Carta fondamentale; viene data corretta applicazione a questo principio costituzionale nel quotidiano, dal momento genetico della pena sino alla sua estinzione, nella visione dinamica che ci ricorda la Corte Costituzionale (senza n°. 313 del 1990)?

 

Non può più rinviarsi una soluzione che restituisca dignità alle persone private della libertà personale, per come ricordato recentemente dai Presidenti dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale, dall’Associazione Nazionale Magistrati e dall’Unione delle Camere Penali Italiane.

 

Una convergenza, almeno in questo ambito, che ha visto il Parlamento del tutto indifferente, incredibilmente muto e drammaticamente sordo.

 

Per chi è abituato a difendere diritti spesso negati, per chi quotidianamente vive la sofferenza dei propri assistiti, per chi si scontra ogni giorno con la tragedia del carcere quale vera moderna discarica sociale, l’inaugurazione dell’anno giudiziario è momento di protesta civile.

 

Nel tempo della discussione sul primato nella custodia della cultura della giurisdizione, gli avvocati sono – e continuano ad esserlo – autentico e vero presidio di legalità.

 

Ladislao Massari

Inaugurazione anno giudiziario 2026 – Intervento dell’Avv. Daniela Faggiano

Buongiorno a tutti.

A nome di tutta l’Avvocatura Brindisina porgo reverente ossequio a Lei, Sig. Presidente, al Sig. Procuratore Generale, alle Autorità tutte presenti, alle Colleghe e ai Colleghi, e ai Signori Magistrati.

Vi sorprenderò ma non parlerò né della separazione delle carriere e tanto meno degli errori giudiziari.

L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario è un’occasione importante per fare il bilancio sull’andamento della Giustizia, per rinnovare il patto per uno Stato di diritto in cui le funzioni sovrane del difensore, del pubblico ministero e del giudicante, nel reciproco rispetto, alimentino la fiducia in esse da parte dei cittadini che appare gravemente danneggiata.

La Riforma Cartabia ha perseguito la finalità di accelerare i tempi dei processi mediante la semplificazione delle procedure e la modernizzazione del sistema processuale italiano nel settore civile e in quello penale. In particolare, con speciale riferimento al settore civile, questo obiettivo non è stato ancora compiutamente conseguito, né il Correttivo Cartabia del 2024 che, pure, aveva l’intento di perfezionare e chiarire la precedente riforma, ha reso le procedure più snelle e più celeri.

Non è il fallimento della Riforma Cartabia ma sicuramente non si può parlare di successo, malgrado il frequente sacrificio dell’oralità del processo che è stata significativamente contratta e che è invece indispensabile per realizzare non l’Affare giustizia ma il Concetto di giustizia.

Gli avvocati di Brindisi e l’Organismo di mediazione del nostro Foro hanno accolto con particolare soddisfazione l’invito del Presidente del Tribunale, Dott. Vincenzo Scardia e del Presidente della sezione Civile Dott. Memmo a trattare in tempi ragionevolmente brevi tutte le mediazioni che saranno demandate per la risoluzione del contenzioso pendente fino al 2023, proprio nella fiduciosa speranza che gli avvocati, adeguatamente sensibilizzati, vogliano concretamente dare prova della loro capacità di realizzare, nell’interesse dei cittadini, la definizione rapida di un contenzioso a lungo pendente. Sarà la grande occasione per dimostrare alto senso di responsabilità professionale.

Il problema più grave e più avvertito dai cittadini era, è e rimane, quello relativo all’Ufficio del Giudice di Pace che è insostenibile tenuto conto della grave carenza del personale amministrativo e decidente.

In tale contesto sono state proposte alle autorità ministeriali e al Consiglio Superiore della Magistratura soluzioni concrete che prevedevano l’immediata immissione nelle funzioni giudicanti dei giudici onorari di pace, già vincitori del concorso e assegnati per un biennio all’Ufficio per il processo del Tribunale. Prendiamo atto che un primo passo è stato fatto in quanto il Ministro della Giustizia con decreto legge n. 29 novembre 2024 n. 178, ha ridotto ad un anno l’assegnazione dei giudici di pace all’ufficio per il processo ma, per l’ufficio del Giudice di Pace di Brindisi, nulla è cambiato, anzi la situazione è sensibilmente peggiorata perché abbiamo 4 giudici di Pace in materia civile rispetto ad un organico previsto di 14 e un solo Giudice di Pace in materia penale, e complessivamente 12 dipendenti di cancelleria.

E’ divenuto impossibile smaltire il carico di lavoro, anzi l’ufficio del Giudice di Pace, concentrato tutto presso la città di Brindisi, presenta una situazione di lentezza preoccupante perché i rinvii dei processi sono da otto a dieci mesi, i tempi della trattazione delle questioni sia in sede civile che in sede penale si sono in maniera inaccettabile allungati così come le fissazioni delle prime udienze dopo la iscrizione a ruolo.

A ciò si aggiunga che gli accertamenti tecnici preventivi vengono trattati ormai con gli stessi tempi lunghissimi delle cause ordinarie, e tutto ciò malgrado la stabilizzazione dei Magistrati Onorari che avrebbe dovuto consentire loro di godere di maggiore serenità e ai cittadini di maggiore speditezza nella conoscenza della risoluzione delle loro controversie.

Poiché la Giustizia, nella cultura liberale, è un diritto universale e non è ricerca di consenso ma di terzietà e di verità,  non può essere privilegio riservato a pochi ; poiché inoltre i cittadini che si rivolgono al Giudice di Pace, sono sicuramente i meno abbienti  e quindi quelli che hanno più urgenza di vedere soddisfatte le loro ragioni, ci aspettavamo e ci aspettiamo che parte dei giudici onorari applicati al Tribunale ordinario vengano assegnati agli uffici del Giudice di Pace di Brindisi, soprattutto per evitare che si approfondisca ed aggravi il divario fra le classi sociali e che si creda che esiste la giustizia di serie A per chi si rivolge ai Tribunali ordinari  e la giustizia di un Dio minore per quei cittadini che si rivolgono al Giudice di Pace.

Problema analogo esiste presso gli uffici della Volontaria Giurisdizione per i quali si registra un notevole ritardo nella pubblicazione dei provvedimenti dei Giudici Tutelari ed un ritardo significativo nella emissione dei provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, così come nell’accettazione degli atti depositati telematicamente e il ripetuto rinvio dei giudizi civili da parte di alcuni giudici onorari.

Parimenti, nel settore penale, la riforma Cartabia ha perseguito l’obiettivo di accelerare la definizione dei processi e di ridurre il numero dei procedimenti pendenti limitando però in taluni casi l’effettività del diritto di difesa e dei valori del giusto processo nel nome di una pretesa efficienza e velocizzazione dei processi come, per esempio, la frequente omessa partecipazione all’udienza da parte del detenuto che pure ne ha fatto richiesta e che comporta una situazione di frustrazione fino alla umiliazione che tocca poi al difensore di fiducia gestire in maniera composta.

La funzione giurisdizionale non può essere esercitata correttamente secondo i dettami della Costituzione se nell’esercizio di tale funzione non viene garantita l’effettività del diritto di difesa e ogni sua ingiustificata limitazione viola i principi di legalità e democrazia che costituiscono l’essenza dello Stato di diritto.

L’avvocato che difende l’imputato nel processo penale o assiste la parte nel processo civile, si occupa dell’uomo e non solo del fascicolo. L’Avvocatura è pronta a tutelare tali indefettibili e non negoziabili principi sensibilizzando la società civile, i politici e gli organi di informazione anche per ridurre significativamente la distanza esistente tra la cultura costituzionale dei diritti e la cultura sociale dominante che identifica il difensore come complice e non come difensore del criminale o ancor peggio come difensore del crimine.

A tal proposito segnaliamo che il processo penale telematico è concepito e attuato per soddisfare le esigenze dell’Amministrazione e non quelle degli Avvocati e delle parti processuali.

Troppo spesso il portale è inagibile e gli avvocati troppo spesso vivono nella paura di non poter assolvere ai propri doveri soprattutto nei casi in cui il deposito nel portale è l’unico strumento contemplato.

L’unicità della piattaforma tra processo civile e processo penale potrebbe essere risolutiva dei problemi, tanto più se si considera che l’accesso al portale civile consente di scaricare atti e memorie, cosa che non è consentita con l’accesso al portale penale, con evidente disparità a danno, come al solito, dell’imputato <presunto colpevole>.

A ciò si aggiunga che i tempi di liquidazione del gratuito patrocinio si sono gravemente dilatati con significativo pregiudizio alla soddisfazione dei bisogni primari che anche gli avvocati continuano ad avere.

La grande consolazione per gli avvocati di Brindisi è l’attenzione e l’ascolto quotidiano ed il significativo contributo alla risoluzione di tutti i problemi che vengono esposti, anche senza previa richiesta di appuntamento, da parte del Sig. Presidente del Tribunale Dott. Scardia, del Sig. Procuratore della Repubblica Dott. Negro, dei capi di tutte le Sezioni Civili e Penali e di tutti i Magistrati del Tribunale e della Procura di Brindisi,  nonché da parte di tutto il personale di cancelleria ai quali va il nostro più sentito ringraziamento e il nostro quotidiano rispetto.

Cogliamo l’occasione per ringraziare, in questa sede, il Presidente della Corte che insieme al nostro Presidente del Tribunale e ad altri illustri avvocati e magistrati ci onorerà nel pomeriggio del 20 febbraio presso il Teatro Verdi di Brindisi in un Forum sulle ragioni del sì e le ragioni del no, evento organizzato dall’Ordine di Brindisi con la Camera Penale, la Camera Civile, l’Ordine dei Commercialisti di Brindisi e la Camera Minorile.

Evento al quale siete tutti invitati perché noi intendiamo perseguire il dialogo al quale non ci sottrarremo mai.

Lecce 31 Gennaio 2026                                                  Avv. Daniela Faggiano